01/03/2010
1° MARZO - SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI
da INFORMAZIONE LIBERA
Il primo marzo la mobilitazione che apre la Primavera antirazzista. Cortei in molte città. Per la "rivoluzione in giallo" 50mila adesioni su Facebook e 60 comitati sul territorio
Arriva il primo "sciopero" degli immigrati. "Un giorno senza di noi e l'Italia si ferma"
Dalle fabbriche alle famiglie, così il Paese non può fare a meno dei lavoratori stranieri
di VLADIMIRO POLCHI
ROMA - Astensione dal lavoro, sciopero degli acquisti, cortei, sit-in, presidi permanenti. Il black out è fissato per lunedì "Primo marzo 2010 - Una giornata senza di noi": e "noi" sono i quasi 5 milioni di immigrati che vivono in Italia. La "rivoluzione in giallo" (dal colore ufficiale della giornata) è arrivata dalla Francia e rimbalzata in Italia: 50mila le adesioni su Facebook, 60 comitati locali, tante le organizzazioni coinvolte: Amnesty, Arci, Acli, Legambiente, Emergency, Amref, Cobas, Fiom. Allo "sciopero degli immigrati" aderisce anche il Partito democratico, il Prc, Sinistra, ecologia e libertà e i Socialisti.
L'appuntamento è per il primo marzo, in contemporanea con Francia, Spagna e Grecia. Non si tratterà di uno sciopero in senso tecnico, in verità. "Ci sarà uno sciopero solo in alcune città come Trento, Trieste e Modena, dove le sigle sindacali hanno accolto questa richiesta che arrivava dal basso - spiega Stefania Ragusa, presidente del Comitato "Primo marzo 2010" - per il resto i grandi sindacati a livello nazionale non ci hanno supportato, eppure nessuno ha mai pensato di indire uno sciopero etnico. Sarebbe bello che in Italia si tornasse a fare scioperi per tutti i diritti, non solo per quelli contrattuali. Vogliamo dare alla gente la possibilità di riflettere sull'importanza degli immigrati per la tenuta della società italiana. Quando saltano i diritti per qualcuno, è tutta la società che diventa più debole".
Il logo della giornata (otto volti umani inseriti in quadrati sovrapposti) è opera dell'artista siciliano Giuseppe Cassibba, mentre per testimonial è stata scelta Mafalda, la bambina creata dalla matita di Quino. E il giallo sarà il colore dominante dei drappi che le colf appenderanno ai balconi e alle finestre, dei palloncini, dei braccialetti e dei foulard che in tutta Italia saranno indossati dai sostenitori dell'iniziativa. Il calendario con tutti gli appuntamenti città per città è sul sito del movimento (www.primomarzo2010.it).
E il primo marzo è solo l'inizio. Una campagna unitaria sotto il nome di "Primavera antirazzista" che andrà dal 1° al 21 marzo è stata infatti lanciata da un coordinamento costituito da diverse organizzazioni e comitati (tra queste Acli, Arci, Blacks out, Cgil, daSud, Nessun luogo e lontano, Sei-Ugl, Sos Razzismo, Uil, Antigone e Cnca). "Non c'è solo il primo marzo. Anche lo sciopero generale della Cgil del 12 marzo - spiega Pietro Soldini, responsabile immigrazione del sindacato - avrà tra i suoi punti la difesa dei diritti dei lavoratori immigrati. Sarà insomma un grande sciopero multietnico, perché i problemi dei lavoratori stranieri sono i problemi di tutti i lavoratori. Poi si proseguirà con le iniziative antirazziste fino al 21".
"E' indubbio - prosegue Soldini - che senza immigrati ci sarebbe un black out. Il primo settore ad arrestarsi sarebbe quello delle costruzioni. Soprattutto nelle grandi città, dove la manodopera straniera raggiunge punte del 50%. I cantieri si fermerebbero di colpo. Poi toccherebbe all'industria manifatturiera: tessile, metalmeccanica, alimentare. Nelle fabbriche, infatti, i migranti svolgono ruoli chiave e sono difficilmente sostituibili. Un esempio? Gli addetti ai forni a ciclo continuo delle aziende di ceramica. Dopo l'industria entrerebbe in crisi l'agricoltura: la raccolta è in mano a immigrati stagionali e irregolari. Resterebbero vuoti i mercati ortofrutticoli. Poi sarebbe la volta delle aziende zootecniche: nella macellazione degli animali gli stranieri superano il 50% della forza lavoro. E ancora: nelle grandi città dovrebbero chiudere molti ristoranti, alberghi e pizzerie. Tra le famiglie si scatenerebbe il panico e un crollo della qualità della vita, per la scomparsa di badanti, colf e babysitter. Infine, ne risentirebbe la sanità: quella privata, dove lavorano quasi centomila infermieri stranieri e quella pubblica, che si avvale del loro lavoro tramite cooperative e piccole società di servizi".
In queste ore è stato pubblicato il Manifesto contro il razzismo in Italia ("Non toccare il mio amico!") dell'associazione Sos Razzismo, per denunciare le leggi italiane sull'immigrazione e chiedere un risveglio della società civile contro la "deriva xenofoba" del Paese. Per sottoscrivere l'appello, simboleggiato dalla Gioconda in black di Oliviero e Lola Toscani, basta andare sul sito: http://www.nontoccareilmioamico.net. Tra i primi firmatari Roberto Saviano, Dario Fo, Beppe Grillo.
Sul web circola anche un prontuario curato, tra gli altri, da Andrea Civati e Ernesto Ruffini, che smonta punto per punto tutti i luoghi comuni più negativi sugli immigrati. Rubano il lavoro? Commettono più crimini degli italiani? Si prendono tutte le case popolari? Voterebbero a sinistra? Tutto falso, come dimostrano i numeri citati su http://www.civati.it/mandiamoliacasa.pdf.
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/26/news/sciopero_degli_immigrati-2439277/
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Commenti
ciao nadia,
e' giusto che ci sia una "coscienza" vigile su chi fa il suo dovere e non danneggia la societa'
e' giusto che il mondo sia di tutti
e' giusto che chi lavora onestamente venga valorizzato e rispettato, a prescindere dal colore della pelle o dalla lingua parlata...
credo che noi italiani non siamo un popolo razzista
ma spesso ci siamo trovati ad assistere ad episodi di deliquenza che portano a fare di tutta un erba un fascio
sbagliato...
sarebbe molto elementare
ma il solo modo per convivere in pace
sarebbe quello che chi sbaglia torna a casa propria
credo che a quel punto le rabbie di tanti si placherebbero...
"sciopero degli immigrati"
finche' l'uomo fara' battaglie per i propri diritti potremmo toccarci e sentire di essere ancora vivi...
ma... in questo caos...
qualcuno ascolta?
ciao...
buona giornata
Scritto da: stefania | 01/03/2010
Rispondi a questo commentobah chi ci capisce più nulla? io il mio posticino me lo sono preparato! buona notte cgdg
Scritto da: gorgiogiacinto | 02/03/2010
Rispondi a questo commentoBuon inizio settimana...e buon inizio di Marzo...
.................a presto.
Scritto da: Gianni | 02/03/2010
Rispondi a questo commentoIn un mondo
dove siamo tutti migranti
dove anche chi aveva la propria casa
la sta perdendo
e il lavoro è diventato un lusso
che molti pagano a caro prezzo
ci facciamo ancora irretire
da chi fomenta la guerra fra poveri.
Non è troppo facile incolpare di tutti i problemi
l'anello più debole della catena?
Eppure....
Un abbraccio
Bricciole.....................................
Scritto da: Bricciole di Me | 03/03/2010
Rispondi a questo commentoCiao Carissima Preziosa Nadia,
ci siamo dimenticati e ci hanno fatto dimenticare che anche noi , in tempo passato eravamo immigrati in tanti posti per cercare di dare delle condizioni migliori per le nostre care famiglie.
Non ci può essere verità, vero pensiero manifesto se prima non ha contemplato quella apparente duale illusione esteriore dentro se stesso.
Non ci sarà mai nessuna giusta legge degli uomini che possa giustificare il bene ed il male che sono presenti in ogni espressione della natura se prima non si conoscono le cause prime che celatamente e spiritualmente regolano l'esistenza stessa; anziché speculare ingiustamente o volutamente con tante assurde regole per cercare in parte di curare solo gli effetti esteriori o limitando il libero spirito di libertà che la natura ci mostra in ogni cosa della sua meravigliosa radiosa e assai diversificata manifestazione. Siamo o non siamo tutti fratelli, figli dell’IMMENSO che da qui chiamiamo DIO?
Quando l'essere umano capirà quell'assai celata fratellanza allora e solo allora si potrà parlare di vera civiltà. Perché solo quando l’uomo capirà che bisogna non accentrare quelle ricchezze naturali che madre natura ci dà con tanto amore, ma distribuirle equamente e adeguatamente senza eccesso, senza spreco allora e solo allora si potrà parlare di vera civiltà. Perché ogni sana giusta vera civiltà si misura dall’attenzione che è data a chi meno fortunato nasce in questa vita, per cercare con tanti saggi modi d’alleviare, equilibrare e trasmutare quella natale sofferenza.
UNO PER TUTTI E TUTTI PER UNO Sarà nell’immaginario collettivo illusorio, utopistico e irraggiungibile, ma è successo in un lontanissimo tempo passato e ritornerà in ciclico non lontano ormai rivoluzionario tempo vicino.
Scritto da: Raffaele | 03/03/2010
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