Archivio mensile:aprile 2009

E ORA DITEMI CHE NON SONO CATTOLICA AL 100%!

 ratzinger_papa.jpgda IL TEMPO – ABRUZZO(Antonella Di Lorito PESCARA) – Quello che si svolgerà oggi è un appuntamento con la storia. Che giunge per ribadire il potere dirompente della spiritualità. Arriva lì dove lo Stato non può. E questo lo sanno bene gli aquilani. Se con Giovanni Paolo II avevano instaurato un feeling indissolubile, speciale, attendono con febbrile trepidazione la visita nelle terre martoriate dal sisma di Papa Benedetto XVI. Oggi infatti il pontefice sarà ad Onna, pronto a parlare, incoraggiare e galvanizzare le forze di quelle famiglie alle quali il terremoto ha portato via tutto. Benedirà quelle campane recuperate sotto le macerie che suonano nuovamente sul campanile costruito dai Vigili del Fuoco di fronte alle tendopoli. Ma la sua sarà una visita superscortata, seppure a diretto contatto con quei fedeli che chiedono il suo sostegno e la sua preghiera. Intanto ieri è giunto all’Aquila il capo della polizia, il prefetto Antonio Manganelli, con lo scopo di verificare le misure di sicurezza adottate per la visita del pontefice. «Siamo pronti da giorni per accoglierlo – spiega il questore de L’Aquila, Filippo Piritore -. Abbiamo fatto tutte le verifiche e i sopralluoghi». L’elicottero di Papa Benedetto XVI atterrerà alle ore 9.30 presso la tendopoli di Onna. Dopo mezz’ora, alle 10, il Papa partirà in auto alla volta dell’Aquila, dove sosterà davanti alla basilica di Collemaggio. Sempre nel capoluogo abruzzese – presso la Casa dello studente – il Pontefice incontrerà un gruppo di giovani scampati alla tragedia, per poi raggiungere la caserma della Guardia di Finanza nella frazione di Coppito. Qui il Papa riceverà il saluto dei sindaci e dei parroci dei comuni colpiti, per poi dedicarsi all’incontro con i cittadini. Prima di ripartire in elicottero, il discorso rivolto alle popolazioni e la recita del Regina Coeli.

 Ecco! Anche il Papa ha bisogno di organizzare il suo arrivo: ci devono essere tutte le autorità locali, le scorte di sicurezza, la scenografia per celebrare, insomma un bel “tappeto rosso” per non sporcarsi le scarpe bianche.

Adesso mi si accuserà di incoerenza e di non essere cattolica al 100%, visto che parlo sempre della mia fede e di praticare la Chiesa.

Ben vengano i commenti!

Un rappresentante della vera chiesa, quella di Cristo, sarebbe dovuto correre immediatamente sul luogo del terremoto, magari il giorno dopo, senza troppi fronzoli e con una veste addosso semplice e non dorata. La sua presenza sarebbe dovuta servire soltanto a consolare quella povera gente intrisa di dolore, che non sarebbe stata a giudicare se non ci fossero state cerimonie ufficiali, con contorni esageratamente scenografici e ben organizzati. Anzi!

Queste sono le cose che mi fanno arrabbiare, Gesù sarebbe andato anche da solo, con un saio addosso e senza “corona”.

Questi sono gli errori (e non solo) con i quali la Chiesa si rende meno credibile, anche agli occhi di chi crede.

Diranno: “ma il Papa deve essere tutelato, salvaguardato da eventuali attentati e la scorta è necessaria . Il Papa deve essere accolto dalle autorità, deve essere festeggiato. Si devono preparare gli spazi adeguati per accogliere i fedeli”.

Il pontefice, vestito semplicemente da uomo ma con lo spirito da capo della chiesa cristiana, DOVEVA scendere sul luogo disastrato IMMEDIATAMENTE, senza paure e con la massima umiltà, come dovrebbe avere il delegato di Cristo sulla terra.